Alessandra Pace

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La donna, partendo dalla sua testa. O meglio, dai suoi capelli, “arma” di bellezza e di seduzione in assoluto più vicina alla mente. Da qui parte il piccolo viaggio di Alessandra Pace, nata a Pedace (Cosenza1978) ma bolognese d’adozione.

“Piccole”, delicate opere, realizzate su feltro, parte della sua ultima personale (“La Pettinatrice”, Komà Gallery Campobasso, a cura di A. Zanchetta) che con cura maniacale ricalcano la “Descrizione di una pettinatura”, filo conduttore della mostra suddetta: “Coiffure de Marièe; cignon – cignone – crocchia. I capelli naturali o di parrucca vengono raccolti, dopo essere stati accuratamente, in un nodo (a volte posticcio) sistemato a mo’ di crocchia sull’estremità della nuca. Pettini e forcine colorate trattengono le ciocche tagliate, scalate sui due lati della testa con un effetto ondulato, ma non troppo. La pettinata si completa con una guarnizione di fiori freschi e nastri colorati per tutto il capo.”

Un’altra, recente, personale di Alessandra Pace si è svolta presso il Centro Studi Musicali Giuseppe Verdi di Rossano Calabro (CS, mentre numerosissime sono le collettive fra le quail:

 

– “Serafico succedaneo”, a cura di A. Zanchetta, Galleria Pier Fancesco Carini, San Giovanni Valdarno (Arezzo).

– “Igitur”, a cura di A. Zanchetta, Galleria Art&Media, Castelfranco Veneto (TV).

– “Cauda Pavonis”, a cura di A. Zanchetta, AndreaA Arte ContemporaneA, Vicenza.

– “Intrecciano”, a cura di Marco Mango e A. Zanchetta, Foro Boario, Modena.

 

In precedenza Alessandra Pace ha esposto a Ravenna, Bologna, Pieve di Gombola-Polinago (MO), Cosenza, Pesaro.