Antonio Gallina – 10 novembre / 2 dicembre 2012

Sabato 10 novembre alle ore 17, la Galleria Castellano Arte Contemporanea (Via Roma, 38, Castelfranco Veneto TV), inaugura la personale di Antonio Gallina.
L’artista collabora con la Galleria dal 2010 e da questa è stato presentato con grande successo, ad Affordable Art Fair di Roma lo scorso 25/28 ottobre.
La mostra non ha un titolo, così come le sue opere, perché il suo vocabolario è assolutamente senza artifici, il suo dentro è immediatamente proiettato sulla tela.
Antonio Gallina sarà presentato dal Prof. Vittorio Caracuta che, come critico d’arte, lo segue già da un paio d’anni.
L’esposizione rimarrà aperta fino a domenica 2 dicembre compresa. Brochure a cura di Tommaso Gallina.

 

Orari Martedì/sabato: ore 10 -13 e 16 – 20
Domenica 2 dicembre 2012 ore 16 – 20
mail: castellanoartecontemporanea.com
Cell: 3480302605

Antonio Gallina è nato ad Asolo nel 1935 (TV), dove risiede.Frequenta la facoltà di economia e commercio a Venezia e l’ambiente artistico veneziano degli anni 50/60. Segue in quegli anni i corsi di pittura con i maestri Renato Nesi e Juti Ravenna.Già dal ‘54 partecipa alle Esposizioni Provinciali d’Arte Contemporanea al Palazzo dei Trecento a Treviso e nel ‘57 alla Biennale d’arte Triveneta a Padova. Numerose le personali e collettive in Italia fino gli anni ’70. Dopo un lungo periodo di sosta, riprende a dipingere attenendosi alla tradizione veneta del paesaggio di Cadorin. È attratto anche da Mondrian per le campiture piatte, matematiche, ma è sempre la sua Asolo che emerge. Quel paesaggio sempre uguale, ma sempre diverso, quel paesaggio che vede come in sogno: piatto, scomposto in modo irregolare, come se lo si osservasse da una veduta aerea.

 Poche parole tratte dal testo critico di Vittorio Caracuta per descrivere l’arte astratta di Antonio Gallina:

…quel che ci sentiamo di dire, è di porsi davanti alle opere di Antonio Gallina con occhi puri e ingenui, con l’animo disposto all’emozione, all’inizio senza particolari sovrastrutture ideologiche ed interpretative, per lasciarci cogliere innanzi tutto dalla vivacità e dalla genialità con cui l’artista riproduce davanti ai nostri occhi, con pochi e semplici tratti formali, combinati ai colori-masse, ai macropixel della sensibilità, gli stati aurorali della percezione e così godere della stessa gioia voyeuristica del colore, irriflessa ed immediata, e delle stesse seduzioni sentimentali ed affettive che hanno guidato la sua mano, quasi come per vivida scrittura automatica. Scaturiranno poi le riflessioni con i sensi ed i significati più complessi, i quali la capacità visionaria dell’autore è comunque in grado di evocare, e scopriremo allora che un messaggio possibile esiste, perfino di natura appercettiva ed evocativa, consustanziato com’è con l’essere profondo di ogni uomo e con l’essere caleidoscopico del tempo della vita. [continua]