Cinzio Veneziani

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Nasce a Chioggia nel 1940 e fin da giovanissimo dimostra un grande amore per la pittura, come scrive il critico Franco Riccomini: “Aveva cominciato a quindici anni a buttar giù sulla tela le impressioni che traeva dalla laguna che aveva a portata di mano: il mare, le caratteristiche casette dei pescatori, le barche all’ormeggio della sua Chioggia. Per Cinzio Veneziani sono i primi riferimenti per dar “voce” con i colori alle sue urgenze interiori, sul filo della tradizione. Esercitazioni poi superate con l’acquisizione delle tecniche, da nuove espressioni artistiche legate anche alla frequentazione del maestro bolognese Camillo Stagni e la conoscenza di Franco Solmi.”

E ancora il critico veneziano Paolo Rizzi: “Egli parte sempre da un fondo di rappresentazione del reale: si tratta di interni-esterni, di nudi, di nature morte, di gruppi di figure. La natura resta la guida: quasi il volano che impedisce le cadute (pur così frequenti nella pittura d’oggi) verso puri edonismi e narcisismi. Ma l’immagine tende anche, costantemente, ad una ipotetica dissoluzione, o comunque a quella che oggi si suole chiamare “decostruzione”.”

Dopo un’infinità di personali e due significativi soggiorni in Sud Africa ed in Francia, arriva la soddisfazione per Veneziani di vedere pubblicata una grande monografia presentata da Vittorio Sgarbi. Il noto critico dice dell’artista e delle sue opere: “Indimenticabili, in particolare, i blu di Veneziani, colori profondi come il mare, brillanti come il cielo, riposanti nel loro apparirci così soavemente distesi, in grado di diffondersi in ogni angolo del dipinto, comunque mai incapaci di smuoversi; blu che nella loro pienezza, nella loro autosufficienza quasi trascendentale non possono non farci presumere la conoscenza di Yves Klein, malgrado l’abissale distanza che separa l’arte di Veneziani da quella del maestro francese, ma anche la luminosità e la trasparenza dei vetri di Murano”.