MANIFESTO NOSTRA DIALETTICA

Dialettica delle emozioni per l’arte come bellezza.
Dalle emozioni per dare arte, dall’arte per ricevere emozioni

1 – L’Arte è e deve essere Bellezza.
Il risultato estetico, nell’intimo rapporto fra l’essere e la coscienza, va letto oltre l’apparenza.
Siamo artisti del sovrasenso o del quarto senso: anagogisti (Dante, Convivio II – 1 6-8).

2 – Proclamiamo di “assecondare la natura”, nutrendoci di lei e riconoscendo che a lei apparteniamo.
Il nostro non è un manifesto di proclamata violenza, come fecero i futuristi, o di dissacrante inutilità di valori o leggi, come i dadaisti. Non è neppure così razionale, antropologico, psicoanalitico come le “seconde avanguardie”. Non sentiamo di appartenere neppure alle “terze avanguardie”, quindi agli artisti del nostro tempo, perché erranti, disorientati, in contraddizione continua, alla ricerca di sempre nuovi linguaggi tecnici, tralasciandone il contenuto o tendenti a suscitare provocazioni infruttifere.
Non rinneghiamo l’esperienza del passato per attingerne tecniche e mezzi espressivi, consapevoli che la Bellezza compiuta, in arte, è un universo di sensi e di significati che non si possono esaurire.

3 – Non neghiamo la nostra epoca, ci appartiene come il vestito che indossiamo.
Partiamo dall’uomo, andando oltre l’uomo, per essere Uomini.
Riguardiamo all’anima: elemento immateriale che ci governa nei sentimenti, nelle volontà e nei pensieri. La nostra psiche è unita al fisico ma ne rimane distinta e ne riordina la vita perché ne è armonia, sede degli affetti e delle emozioni.

4- Vogliamo ricomporre quel “io” frantumatosi nel nostro tempo, riscoprendo le emozioni.
Come una semplice ed esile “canna” diviene simbolo di uomo con libertà di pensiero, così una “borsa” è testimone di avvenimento, immersa in amniotica sorgente benefica e lo “scatto fotografico”di un elegante bosco, pettinato a festa dai raggi del sole è un’emozione di benessere che si rinnova sempre come il susseguirsi del respiro.

5- Arte come sublimazione della natura attraverso metafore.
Anche i più piccoli esseri viventi possono divenire protagonisti di emozioni. E’ un’indagine che può permettere di trasformare la natura, ingigantire le sue creature per restituire loro la dignità defraudata dall’uomo.
L’artista del sovrasenso crea filantropiche allegorie: estrapola un Oggetto-Concetto, radicato per sua natura, e lo rende mobile, a ricordare quel soffio divino che genera la vita.

6- Essere umano: uomo e donna.
La nostra stessa figura raggiunge la bellezza, semplicemente rendendo evidente la sua intima essenza intrisa di dignità.

7- Rendiamo visibile l’invisibile anche attraverso voli fantastici, equilibri sospesi, astrazione dello spazio fisico conseguente ad azione non umana. Raccontiamo l’origine della forma e quindi di ogni cosa, attraverso il linguaggio di luce svelato in forme geometriche e leggi matematiche.

8- Arte accessibile a tutti
Che senso ha l’arte se viene collezionata solo da pochi? Educare alla bellezza” vuol dire allenare l’occhio a vederla nel quotidiano con facilità e comunemente nelle abitazioni. Rilanciamo quindi l’arte a basso costo, senza essere un multiplo, ma opera unica.

Riteniamo simbolico e allusivo, concludere il manifesto Nostra Dialettica, citando la chiusura del manifesto futurista del 1909, lasciando l’impostazione e il taglio “duro” di uno scritto storico ma sostituendone le intenzioni. Questo “gioco” è per fare riflettere sugli accadimenti intercorsi nell’arco di quest ultimo secolo e sottolineare il desiderio di cambiamento.

“….È dall’Italia che noi lanciamo per il mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi il FUTURISMO perché vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d’archeologi, di ciceroni e d’antiquari. Già per troppo tempo l’Italia è stata un mercato di rigattieri. Noi vogliamo liberarla dagli innumerevoli musei che la coprono tutta di cimiteri.” Da “le Figaro, scritto da Filippo Tommaso Marinetti

“…E’ dall’Italia, più precisamente da Castelfranco Veneto, patria natìa del grande M° della bellezza: Giorgione, che noi lanciamo per il mondo questo nostro manifesto di armonia travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi la NOSTRA DIALETTICA perché vogliamo curare questo paese dalla sua fetida cancrena di incompetenti, di abusivisti, di “grandi fratelli” e di sapienti della corruzione. Già per troppo tempo l’Italia è stata un mercato di rigattieri. Noi vogliamo liberarla dalla penuria di valori che la copre tutta di cimiteri.” 2 marzo 2011

GRAZIA AZZALI, UGO GAZZOLA, FABIANO FIORIN, SILVANO LONGO, MAZZOCCA&PONY, MARIA PIA SETTIN, PATRIZIA SIMIONATO