RENATO MENEGHETTI – Optional : Opere 1997 – 2013

 

Renato Meneghetti

OPTIONAL – Opere 1997 – 2013

da sabato 11 maggio a sabato 1 giugno

Inaugurazione sabato 11 maggio ore 18,  con performance dell’artista

 

Presentazione

del coordinatore dell’esposizione, Ennio Pouchard, e

performance dell’artista, Renato Meneghetti

 

La mostra rimarrà aperta fino al 1° giugno 2013

dal martedì al sabato

con orario 10-12,30 e 16-19

 

Catalogo in galleria (scarica QUI il pdf)


 

Mostra con il patrocinio del Comune di Castelfranco Veneto (TV)

 

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Sabato 11 maggio la galleria Castellano Arte Contemporanea di Castelfranco Veneto inaugura l’antologica OptionaL. Renato Meneghetti – Opere 1997-2013. Curata e presentata dal critico Ennio Pouchard, la mostra comprende opere tridimensionali di vari periodi e “dipinti X-RAY” dagli anni Ottanta in poi.

Prima di allora l’artista bassanese (per elezione, ma proveniente da Rosà di Vicenza) si era dedicato ad attività diverse, quale pubblicitario titolare di varie agenzie di successo, e architetto, in particolare restauratore di antiche ville venete, da lui via via abitate, e scultore, designer, compositore di musiche elettroniche e concrete, film-maker, attore, ideatore di installazioni e di performance.

Con il finire del decennio Settanta l’impegno primario per lui fu per una pittura su tele stampate da negativi di radiografie e variamente elaborate, che Gillo Dorfles definì “l’unico fatto nuovo intervenuto nell’arte italiana in questi ultimi vent’anni”, considerando soprattutto che nel realizzarla Meneghetti procedeva attraverso ricerche tecnologiche spinte nei campi della comunicazione e della produzione di immagini virtuali

Per tali poliedriche attività l’artista fu invitato — caso più unico che raro — alle Biennali veneziane di Musica (1982), Cinema (1983), Architettura (2010) e Arte (2003, 2011), e nel 1985 presentò una pièce alla Fenice, riconosciuta come la migliore dell’anno.

I dipinti esposti a Castelfranco sono raggruppati in serie diverse. Alcuni, che nulla hanno in comune con la rappresentazione di fisionomie reali, hanno titoli come le quattro Lune (una per fase), “ritratti” (di Charles, Giovanna, John John, probabilente Kennedy, e Winston, verosimilmente Churchill), situazioni (il Che sul tavolo) e il nome di una figura mitologica (Proserpina, in due versioni: agli Inferi e nella luce) e sono elaborati con colori ad alcol su tele che portano, stampate fotograficamente, immagini di radiografie effettuate in gran parte sul corpo dell’autore.

Altri, che fanno parte dei cicli An invasion of a privacy invaded e Clandestine, sono basati su immagini radiografiche di bagagli effettuate negli aeroporti o, rispettivamente, su scannerizzazioni di camion e T.I.R. alle frontiere di mare (Calais, Dover) o in zone particolarmente controllate (Kabul), per mezzo delle quali vengono scoperti gli ignari clandestini nascosti in mezzo al carico inerte. Immagini, dunque, dallo straziante impatto sociologico, guardate a volte con indifferenza: ma Meneghetti non le ha prodotte a freddo.

Ancora diverse sono le tele del “Ciclo dei Grandi Maestri” (Schiele, Magritte, Dalí, Picasso, cui si è aggiunto ora, realizzato per la mostra quale omaggio speciale alla città di Castelfranco, il Giorgione dell’Autoritratto in veste di Davide del Museo Herzog Anton Ulrich di Braunschweig, nelle quali, su una base di un dipinto storico riprodotto fedelmente nella scala dei grigi, o di una parte di esso, vengono fatte artatamente corrispondere (con un meticoloso lavorio in Visual Art e attenta operazione pittorica finale) impossibili radiografie, relative alle porzioni del corpo dipinto che sono destinate a coprire. A tali opere si possono associare, in quanto simili per costruzione, Il Cristo morto del Mantegna e, impresse su plexiglas, le Sindoni del Cristo Morto del Mantegna: sul loro insieme Meneghetti ha creato una memorabile installazione alle “Tese” dell’Arsenale Novissimo a Venezia, per la Biennale Arte del 2011, riproposta a Roma nel 2012, nella Basilica di Santa Maria in Montesanto a Piazza del Popolo, nota ai romani come Chiesa degli Artisti, nell’ambito del progetto del Vaticano Una porta verso l’infinito. L’uomo e l’Assoluto nell’arte, con il titolo Guardare dentro per vedere oltre.

Anche le opere tridimensionali formano gruppi distinti. I Paralleli vertebrali sono sculture in gres, i cui tronchi cavi, stranamente simili a spine dorsali umane, riproducono strutturalmente certi fusti di palme dei Caraibi chiamate dai locali Anime della foresta. I light box Sensazione minima sono stampi su vetro di parti delle opere pittoriche citate, ridipinti a loro volta con colori da vetro, efficaci negli effetti luminosi e cromatici e dotati di potenzialità seriali illimitate. Concettualmente simile è la riproduzione in scala 1:10 di un grande cubo realizzato per la mostra di Bassano del Grappa del 2010. Indifference è un allestimento basato sulla filosofia delle azioni programmate, ben note a chi si occupa di psicologia di massa; formato da decine di teste in ceramica bianca plasmate da calco (anche sull’autore, naturalmente) e sparse in disordine in zone d’intenso transito pedonale, è facile che qualcuna finisca rotta e crei imbarazzo in chi l’ha fatto; poi, quando l’evento si ripete, il calpestarle diventa un gioco che attrae. Un mix di pittura, scultura e allestimenti, infine, è il recentissimo Kiss to Camilla, realizzato per la mostra-evento collettiva che girerà gli Stati Uniti I have come to you again e dedicata a Papa Giovanni Paolo II; Camilla è la nipotina di Meneghetti vista in un’ecografia prenatale: meno direttamene leggibile dei raggi X e più misteriosa.

Per la sola serata inaugurale sarà installato all’aperto un mega-cervello che ha girato il mondo, OptionaL; gonfiabile, trasparente, praticabile al suo interno, dà il titolo della mostra e ne è l’immagine-logo. Parla di violenze, guerre, crisi, carestie, e lo fa in inglese perché, essendo la lingua più diffusa, può farsi capire da tutti: mellifluo quando, gonfiandosi, e quindi non ancora maturo nel pensiero, invita i presenti a entrare nel suo antro, ma minaccioso allorché, cresciuto a dismisura, anche mentalmente, comincia a sgonfiarsi, quasi volesse imprigionare i presenti. Dal punto di vista critico è soggetto politico, con le passioni e i contrasti di chi, con il nome che gli è stato dato, porta il fardello insostenibile della condanna a essere accettato o rifiutato senz’alcun coinvolgimento emotivo. Come i missionari e i martiri. O anche gli avventurieri.

 

 

L’attività espositiva di Renato Meneghetti si è intensificata negli anni recenti, in particolare con le radiografie, a partire dalla mostra di Conegliano (Palazzo Sarcinelli, a cura di M. Goldin) nel 1997 e proseguendo con le rassegne di Malta (National Museum of Fine Arts) ed Efeso (Ephesus Museum) nel ’99; Padova (Sull’orlo del Terzo Millennio, Palazzo della Ragione, a cura di G. Dorfles e V. Sgarbi) e Ancona (Al di là dell’occhio, Mole Venvitelliana, a cura di G. Dorfles e W. Guadagnini) nel 2000; Bratislava (Trasparenze: corpi ed altro, Galéria Mesta, a cura di I. Jancár) e Zilina (Installations X-Rays, Museum of Arts PGA Povazskà Galèria Umenia, a cura di M. Putisova e M. Mazur, con testo in catalogo di P. Restany) nel 2002; Roma (Museo Nazionale di Palazzo Venezia, Complesso Monumentale del Santo Spirito in Sassia, Sala 1 Scala Santa, Archivio Centrale dello Stato, personale multipla senza precedenti nella capitale, a cura di A. Bonito Oliva, A. Abruzzese, don G. Billi, P. Fabbri, Cl. Strinati, L.A. Rickels e T. Trini) nel 2006;  Berlino (Factory Art Gallery a cura di R. Bogatec), Milano (Ass. Cult. Società Umanitaria, a cura di O. Pilusonel), Bologna (Spazio G. Testoni) e Parma (Contemporaneamente ArtGallery, a cura di A.M. Martini), e Basilea (ArtBasel, Volta6, Liste15), Roma (Macro Testaccio a cura di Factory Art Gallery), Forte dei Marmi (ArteForte) nel 2010; Roma (Guardare dentro per vedere oltre, Basilica di Santa Maria in Montesanto a Piazza del Popolo, a cura di F. Buranelli) nel 2012; e vari centri USA (mostra-evento collettiva I have come to you again, dedicata a Papa Giovanni Paolo II. a cura di F. Buranelli) nel 2013.
Comunicato Stampa