Toni Zarpellon

Home Toni Zarpellon

 

Nasce a Bassano del Grappa nel 1942. Ha frequentato la Scuola d’arte di Nove (VI) e il Corso di pittura all’ Accademia di Belle Arti di Venezia.

Ha insegnato dal 1964 al 1987 all’Istituto d’Arte di Nove e all’Istituto d’Arte dei Carmini di Venezia. Espone dal 1965 in numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero.

E’ inserito nel volume “La pittura nel Veneto – Il Novecento” (edizioni Electa, Milano – 2006) e in “Storia dell’arte italiana del ‘900, generazione anni quaranta” di Giorgio di Genova (edizioni Bora, Bologna – 2007).

 

Il suo cammino artistico si è snodato attraverso alcuni punti cardine.

Tra i pricipali citiamo le CAVE DI RUBBIO. Intervento partito dal 1990 e che continua tuttora, di sintesi plastico-pittorico nello spazio-ambiente in una natura abbandonata e degradata dall’uomo. Spazio che conta migliaia di visitatori all’anno. Il prossimo luglio e agosto sarà la sede dell’ottava edizione del Festival Veneto della Fiaba Animata “la fiaba, l’ambiente e il riciclo”. Il festival è rivolto a tutte le scuole di teatro e di drammaturgia, agli attori, autori e registi emergenti e professionisti sul territorio nazionale.

 

Un altro punto importante sono i 100 AUTORITRATTI eseguiti in 100 giorni tra il 99 e il 2000. Un periodo di passaggio estetico-esistenziale teso ad indagare su una nuova centralità mentale e fisica in fase di evoluzione. Ora queste 100 opere sono in permanenza al museo Bargellini di Pieve di Cento.

Il MAGI 900 Museo delle Generazioni Italiane del 900, fondato dall’imprenditore e collezionista Giulio Bargellini all’interno di un ex silos per lo stoccaggio del grano, offre agli amanti dell’arte un ampio panorama sul Novecento italiano con un attento sguardo all’arte contemporanea. La collezione, creata sulla base delle acquisizioni personali dello stesso Bargellini annovera oggi più di 2.000 opere di arte moderna e contemporanea fra pittura, scultura, fotografia e installazioni. Si possono

dunque ammirare i capolavori dei grandi nomi che hanno segnato la storia del XX secolo: Afro, Balla, Burri, Boccioni, Cagli, Campigli, Carrà, Capogrossi, Casorati, Corpora, Crippa, De Chirico, Depero, Dova, Guttuso, Manzù, A. Martini, Melotti, Minguzzi, Modigliani, Arnaldo e Giò Pomodoro, Recalcati, Savinio, Severini, Sironi, Vedova, per citarne solo alcuni. Il Museo dunque abbraccia il secolo recentemente concluso con opere di artisti raggruppati in decenni fino alla generazione dei nati negli anni ’40.

 

 

Toni Zarpellon

vive in un mondo ancora incontaminato, un luogo selvaggio e romantico destinato a conquistare chiunque abbia la fortuna di conoscerlo. Ti lascia a lungo un segno, una percezione stupenda. Zarpellon è un uomo di grande spessore intellettuale che vive in un ambiente fuori da ogni tempo immerso nel suo personale universo. I suoi quadri infiniti e meravigliosi sono caratterizzati dalla quasi maniacale ripetizione di un unico soggetto, il ritratto per intero e a mezzo busto della sua donna, dal quale il pittore sembra magneticamente attratto. Ciò che domina su tutto è la passione per la luce e il colore che trascorre sui corpi sinuosi delle donne ritratte dall’artista. I visi hanno un’espressione enigmatica ed è come se l’artista riuscisse ad intrappolare lo sguardo e l’anima dello spettatore che li osserva. La protagonista dei suoi quadri è quasi sempre nuda ed il suo corpo regna maestoso nella spazio che la circonda. Zarpellon ha la capacità di guardare la realtà da una ritrovata verità interiore. Nelle sue opere riesce a spiegare il cuore umano, attraverso la quale è impossibile cancellare il dolore che vi è inciso. Infatti le espressioni visive delle modelle sono molto spesso invase da una certa inquietudine, sempre più essenziale ed enigmatica. E’ come se assorbissero in sé la tortura interiore umana. Tony, accoglie dinanzi alla sofferenza la necessità di trasferirla sul piano della poetica del segno come diario intimo e linguaggio dell’anima, per catturare ancora per una volta quei volti e quei corpi di donna evanescenti che non appartengono più ai suoi interlocutori.

17 gennaio 2012-01-17 Erica Dal Fiume